ENTOMOLOGIA FORENSE

Insetti e scena del crimine

Descrizione e Visione

Gli insetti rappresentano il gruppo tassonomico di insetti presenti sulla terra ed interagiscono con l'uomo su più livelli. La loro capacità di colonizzare i cadaveri li ha resi uno strumento utile ai fini di giustizia, costituendo delle vere e proprie prove scientifiche.

L'entomologia forense applica le conoscenze sugli insetti a fini di giustizia. Nel campo delle infezioni alimentari o degli edifici gli insetti sono la causa del problema mentre nel caso di colonizzazione di cadaveri essi rappresentano le prove scientifiche per stimare l'epoca della morte ed eventuali spostamenti del cadavere. Negli ultimi anni, con l'avanzamento delle conoscenze e tecnologie gli insetti diventano anche fonte di informazione genetica e tossicologica della vittima.

Obiettivi Formativi

  • Conoscenze generali sugli artropodi e sugli insetti
  • Conoscenze sull'importanza degli insetti e sul loro ruolo ecologico
  • Conoscenze sui taxa di maggior interesse nel campo forense
  • Conoscenze delle potenzialità e applicazioni dell'entomologia forense
  • Conoscenze su altri campi di applicazione delle conoscenze entomologiche, ad esempio nell'Archeologia funeraria.

Syllabus del Corso

ARGOMENTO 1
  • Animali, Artropodi e Insetti, cenni generali
  • Gli organismi viventi Definizione di Animale Il nome degli animali Definizione tipologica di specie
ARGOMENTO 2
  • Ecologia degli insetti
  • Ruolo degli insetti negli ecosistemi e servizi ecosistemici
ARGOMENTO 3
  • Zoologia e entomologia forense
  • Definizione di Zoologia forense I campi di interesse/intervento della zoologia forense
ARGOMENTO 4
  • Principali taxa
  • I taxa di maggior interesse. La differenza tra identificare/determinare e classificare
ARGOMENTO 5
  • L’entomologia forense di stampo medico/veterinario legale
  • Fattori che determinano la decomposizione Le fasi della decomposizione
ARGOMENTO 6
  • Entomotossicologia e Biologia Molecolare
  • Identificazione di una specie utilizzando il DNA e identificazione molecolare
ARGOMENTO 7
  • Casistica e alterazioni
  • Alterazioni della scena e valutazioni per la stima della stagione del decesso
Stefano Vanin
Prof. Stefano Vanin

Il Prof. Stefano Vanin,
si laurea in Scienze Biologiche, indirizzo Ecologico ambientale, nel 1996 presso l’Università di Padova. Nel 2001, consegue il Dottorato di Ricerca in Biologia Evoluzionistica nello stesso Ateneo avendo svolto parte della ricerca presso la stazione biologica di Roscoff (Francia) e presso l’University of Georgia (USA).
Dopo aver lavorato per circa due anni presso il Centro Nazionale per la Biodiversita’ Forestale del Corpo Forestale dello Stato (CNBF/CFN), ottiene un primo contratto di post dottorato presso il laboratorio di Fisiologia dell’Universita’ di Padova e poi un secondo contratto presso il laboratorio di Genetica nell’ambito del progetto europeo EUCLOCK. Sin dal 1997 il Dr Vanin si occupa di Entomologia Forense lavorando su numerosi casi di cronaca nazionale.
Nel 2011 il Prof. Vanin ottiene una posizione di Senior Lecturer (Prof. Associato) e nel 2013 di Reader di Biologia Forense (Prof. Associato/Ordinario) presso l’Universita’ di Huddersfield (UK) dove ha insegnato Entomologia Forense ed altre discipline di carattere forense e biologico. Stefano Vanin è attualmente Professore Associato di Zoologia presso l’Università di Genova e coordinatore dei corsi di Biologia presso lo stesso Ateneo.
Il Prof. Vanin ha svolto attività di didattica in Italia, Camerun, Bahrein ed Inghilterra dove ha lavorato fino a Luglio 2019. Il Prof. Vanin e’ autore di oltre 100 pubblicazioni scientifiche internazionali, di numerose pubblicazioni nazionali e di alcuni capitoli di libri.
Le linee di ricerca del prof. Vanin sono legate principalmente agli insetti con particolare attenzione ai ditteri di interesse forense e sanitario e alla loro variazione di distribuzione in funzione delle mutate condizioni ambientali e degli scambi commerciali. Dal 2023 fa parte del tavolo tecnico della Regione Liguria per il monitoraggio e lotta alle arbovirosi, malattie trasmesse da zanzare ed altri artropodi. E’ stato presidente dell’EAFE (European Association for Forensic Entomology) e del GIEF (Gruppo italiano di entomologia forense) ed è membro di numerose associazioni, accademie e società scientifiche italiane ed inglesi.

Scheda Tecnica
  • Durata: 12 ore
  • Formato: Video e Slide
  • Lingua: Italiano
  • CFU equivalenti: 1,5
 

LAB SAFE: PADRONEGGIA LA SICUREZZA IN LABORATORIO

Informazione e buone pratiche per rischi biologici, chimici e prevenzione incendi; la conoscenza fondamento della sicurezza

Descrizione

Una serie di brevi lezioni, di facile fruibilità, a disposizione di tutti coloro che hanno a che fare con sostanze chimiche pericolose o materiali biologici.

Il percorso approfondisce la gestione del rischio in laboratorio, promuovendo la consapevolezza che le corrette abitudini nascono dalla conoscenza approfondita e dall'attenzione costante ai dettagli. Attraverso lo studio della pericolosità dei materiali chimici e biologici, s'identificano le strategie per contenere i rischi infortunistici e i danni alla salute a lungo termine.
L'uso sistematico dei dispositivi di protezione e l'adozione di buone pratiche operative rappresentano il fulcro per la tutela del personale e dell'ambiente circostante. Il contenuto mira a trasformare la preparazione tecnica in uno strumento di prevenzione attiva contro i pericoli meno evidenti del contesto scientifico.

Obiettivi Formativi

  • Acquisire le conoscenze di base sugli strumenti per la gestione del rischio chimico, come l’etichettatura e le schede di sicurezza (SDS)
  • Saper riconoscere i rischi connessi con la manipolazione di agenti biologici e l’importanza del loro contenimento per evitare la trasmissione di patogeni
  • Acquisire consapevolezza sulle conseguenze della gestione dei rifiuti nei laboratori e in ambito sanitario
  • Saper leggere e interpretare correttamente etichette e schede di sicurezza (SDS) di sostanze e miscele pericolose
  • Utilizzare correttamente i Dispositivi di Protezione Collettiva, quali cappe chimiche, biologiche e armadi di sicurezza
  • Identificare i Dispositivi di Protezione Individuale idonei in funzione della tipologia e dell’entità del rischio specifico
  • Gestire in sicurezza la movimentazione dei gas speciali e lo stoccaggio dei reagenti
  • Sviluppare responsabilità individuale e prevenire il rischio di incendio attraverso comportamenti consapevoli

Syllabus del Corso

MODULO 1
  • La gestione del rischio chimico
  • Caratteristiche di rischio degli agenti chimici pericolosi. Le vie di penetrazione delle sostanze nell’organismo. I fattori che incrementano il rischio chimico. Sensibilità individuale e allergie. I rischi di esposizione a più sostanze pericolose.
    L’importanza dell’etichettatura delle sostanze e delle miscele pericolose. Le indicazioni di pericolo e i consigli di prudenza. I pittogrammi nell’etichetta. La scheda di sicurezza consultazione dei contenuti. I valori limite di soglia. Lo stoccaggio adeguato delle sostanze pericolose. L’incompatibilità tra sostanze
MODULO 2
  • La gestione del rischio biologico
  • Comprendere la definizione e le tipologie di agenti biologici e i rischi associati; Analizzare le modalità di esposizione e le misure di prevenzione; Identificare le situazioni di rischio specifico e generico; Applicare le misure di biosicurezza e protezione personale; Sviluppare procedure operative per la gestione sicura degli agenti biologici;. La biosicurezza e la tutela delle persone, degli animali e dell’ambiente
MODULO 3
  • Lo smaltimento corretto dei rifiuti speciali
  • La definizione di rifiuto e l’importanza della differenziazione. L’individuazione dei rifiuti speciali e le responsabilità correlate con il loro corretto smaltimento. Quali sono i rifiuti speciali pericolosi e la loro caratterizzazione. La corretta gestione dei rifiuti chimici. I rifiuti a rischio biologico e i rifiuti sanitari, compresi quelli che necessitano di particolari modalità di smaltimento. I rifiuti sanitari assimilati e non ai RSU. Alcuni accorgimenti nella gestione dei rifiuti a rischio infettivo
MODULO 4
  • La prevenzione degli incendi
  • I principi della combustione. Le principali cause di incendio. Gli obiettivi della sicurezza antincendio. Le misure di prevenzione da adottare nella quotidianità. L’importanza della conoscenza dei materiali e del fenomeno incendio: una combustione incontrollata. L’andamento di un incendio e le diverse fasi di sviluppo. Le sorgenti di innesco . I fumi e i gas prodotti in un incendio come principali cause di morte
MODULO 5
  • La gestione dei gas compressi
  • I gas più frequentemente utilizzati in laboratorio. Caratteristiche di pericolo dei gas (asfissianti, soffocanti e tossici). Stato fisico dei gas (compressi, liquefatti). Uno stato particolare dei gas: i liquidi criogenici. Peso relativo all’aria dei gas e rischi collegati. La sotto ossigenazione e la sovra ossigenazione degli ambienti. I gas infiammabili e i limiti di esplosività.
    Recipienti per la conservazione dei gas. L’etichettatura dei gas. La movimentazione delle bombole e il loro stoccaggio. Caratteristiche dei riduttori di pressione. Gli impianti per la distribuzione dei gas. I generatori di gas per gli strumenti di laboratorio
MODULO 6
  • I Dispositivi di Protezione Individuale
  • La definizione di DPI. Quando impiegare i DPI. Come devono essere i DPI. Le protezioni da utilizzare in funzione del rischio. Caratteristiche e requisiti. La certificazione del DPI. Esempio di etichettatura e organismo notificato. Le norme EN: l’esempio dei DPI per la protezione del corpo. I pittogrammi ed i requisiti specifici. I guanti: livelli di prestazione e compatibilità con alcuni solventi usati in laboratorio. Altro esempio: la protezione degli occhi e del viso. Requisiti opzionali di occhiali e schermi.
    La protezione delle vie respiratorie: sistemi filtranti ed isolanti. Quando usare il respiratore filtrante. I respiratori filtranti non assistiti e assistiti. Efficacia dei respiratori filtranti per le sole polveri. Il Fattore di Protezione Nominale (FPN). Criteri di scelta del respiratore per le polveri: il Fattore di Protezione Richiesto (FPR). Il Fattore di Protezione Operativo (FPO). Livello minimo di protezione dei respiratori filtranti a seconda della concentrazione delle polveri. I respiratori di fuga. Riconoscimento dei filtri antigas. Classificazione dei filtri antigas in base alla capacità. FPN dei filtri antigas in funzione del TLV nell’ambiente di lavoro. I respiratori isolanti: autonomi e non autonomi. Respiratori isolanti a circuito aperto e a circuito chiuso. Criteri di scelta del respiratore isolante
MODULO 7
  • I Dispositivi di Protezione Collettiva
  • Le principali tipologie di cappe chimiche. I principi di funzionamento delle moderne cappe chimiche di contenimento. Confronto tra cappe chimiche, vantaggi e limiti di impiego. Le cappe biologiche, classificazione e grado di protezione. L’uso corretto delle cappe.
    Gli armadi di sicurezza per i diversi tipi di sostanze. Gli armadi per sostanze infiammabili. Gli armadi per le sostanze pericolose. I frigo da laboratorio
Scheda Tecnica
  • Durata: 6 ore
  • Formato: Video e Slide
  • Lingua: Italiano
  • CFU equivalenti: 1
Gianfranco Scano
Dott. Gianfranco Scano

Titoli accademici: Laurea in Chimica; Cultore della materia “Chimica Industriale”.
Esperienze professionali: Attività di ricerca su energie rinnovabili, biomasse e processi di pirolisi/gassificazione in collaborazione con ENI ed ENEL; Esperto in indagini ambientali per Procure; Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) presso l’Università di Sassari e il Policlinico Universitario.
Ruoli ricoperti: Presidente dell'Ordine dei Chimici di Sassari (2005-2009); Docente a contratto di “Prevenzione e protezione dei rischi lavorativi” presso il Corso di Laurea CTF di UNISS.
Certificazioni: Specialista HSE (Health, Safety and Environmental); Formatore qualificato sulla sicurezza nei luoghi di lavoro ai sensi del D.M. 06/03/2013.