LAB SAFE: PADRONEGGIA LA SICUREZZA IN LABORATORIO

Informazione e buone pratiche per rischi biologici, chimici e prevenzione incendi; la conoscenza fondamento della sicurezza

Descrizione

Una serie di brevi lezioni, di facile fruibilità, a disposizione di tutti coloro che hanno a che fare con sostanze chimiche pericolose o materiali biologici.

Il percorso approfondisce la gestione del rischio in laboratorio, promuovendo la consapevolezza che le corrette abitudini nascono dalla conoscenza approfondita e dall'attenzione costante ai dettagli. Attraverso lo studio della pericolosità dei materiali chimici e biologici, s'identificano le strategie per contenere i rischi infortunistici e i danni alla salute a lungo termine.
L'uso sistematico dei dispositivi di protezione e l'adozione di buone pratiche operative rappresentano il fulcro per la tutela del personale e dell'ambiente circostante. Il contenuto mira a trasformare la preparazione tecnica in uno strumento di prevenzione attiva contro i pericoli meno evidenti del contesto scientifico.

Obiettivi Formativi

  • Acquisire le conoscenze di base sugli strumenti per la gestione del rischio chimico, come l’etichettatura e le schede di sicurezza (SDS)
  • Saper riconoscere i rischi connessi con la manipolazione di agenti biologici e l’importanza del loro contenimento per evitare la trasmissione di patogeni
  • Acquisire consapevolezza sulle conseguenze della gestione dei rifiuti nei laboratori e in ambito sanitario
  • Saper leggere e interpretare correttamente etichette e schede di sicurezza (SDS) di sostanze e miscele pericolose
  • Utilizzare correttamente i Dispositivi di Protezione Collettiva, quali cappe chimiche, biologiche e armadi di sicurezza
  • Identificare i Dispositivi di Protezione Individuale idonei in funzione della tipologia e dell’entità del rischio specifico
  • Gestire in sicurezza la movimentazione dei gas speciali e lo stoccaggio dei reagenti
  • Sviluppare responsabilità individuale e prevenire il rischio di incendio attraverso comportamenti consapevoli

Syllabus del Corso

MODULO 1
  • La gestione del rischio chimico
  • Caratteristiche di rischio degli agenti chimici pericolosi. Le vie di penetrazione delle sostanze nell’organismo. I fattori che incrementano il rischio chimico. Sensibilità individuale e allergie. I rischi di esposizione a più sostanze pericolose.
    L’importanza dell’etichettatura delle sostanze e delle miscele pericolose. Le indicazioni di pericolo e i consigli di prudenza. I pittogrammi nell’etichetta. La scheda di sicurezza consultazione dei contenuti. I valori limite di soglia. Lo stoccaggio adeguato delle sostanze pericolose. L’incompatibilità tra sostanze
MODULO 2
  • La gestione del rischio biologico
  • Comprendere la definizione e le tipologie di agenti biologici e i rischi associati; Analizzare le modalità di esposizione e le misure di prevenzione; Identificare le situazioni di rischio specifico e generico; Applicare le misure di biosicurezza e protezione personale; Sviluppare procedure operative per la gestione sicura degli agenti biologici;. La biosicurezza e la tutela delle persone, degli animali e dell’ambiente
MODULO 3
  • Lo smaltimento corretto dei rifiuti speciali
  • La definizione di rifiuto e l’importanza della differenziazione. L’individuazione dei rifiuti speciali e le responsabilità correlate con il loro corretto smaltimento. Quali sono i rifiuti speciali pericolosi e la loro caratterizzazione. La corretta gestione dei rifiuti chimici. I rifiuti a rischio biologico e i rifiuti sanitari, compresi quelli che necessitano di particolari modalità di smaltimento. I rifiuti sanitari assimilati e non ai RSU. Alcuni accorgimenti nella gestione dei rifiuti a rischio infettivo
MODULO 4
  • La prevenzione degli incendi
  • I principi della combustione. Le principali cause di incendio. Gli obiettivi della sicurezza antincendio. Le misure di prevenzione da adottare nella quotidianità. L’importanza della conoscenza dei materiali e del fenomeno incendio: una combustione incontrollata. L’andamento di un incendio e le diverse fasi di sviluppo. Le sorgenti di innesco . I fumi e i gas prodotti in un incendio come principali cause di morte
MODULO 5
  • La gestione dei gas compressi
  • I gas più frequentemente utilizzati in laboratorio. Caratteristiche di pericolo dei gas (asfissianti, soffocanti e tossici). Stato fisico dei gas (compressi, liquefatti). Uno stato particolare dei gas: i liquidi criogenici. Peso relativo all’aria dei gas e rischi collegati. La sotto ossigenazione e la sovra ossigenazione degli ambienti. I gas infiammabili e i limiti di esplosività.
    Recipienti per la conservazione dei gas. L’etichettatura dei gas. La movimentazione delle bombole e il loro stoccaggio. Caratteristiche dei riduttori di pressione. Gli impianti per la distribuzione dei gas. I generatori di gas per gli strumenti di laboratorio
MODULO 6
  • I Dispositivi di Protezione Individuale
  • La definizione di DPI. Quando impiegare i DPI. Come devono essere i DPI. Le protezioni da utilizzare in funzione del rischio. Caratteristiche e requisiti. La certificazione del DPI. Esempio di etichettatura e organismo notificato. Le norme EN: l’esempio dei DPI per la protezione del corpo. I pittogrammi ed i requisiti specifici. I guanti: livelli di prestazione e compatibilità con alcuni solventi usati in laboratorio. Altro esempio: la protezione degli occhi e del viso. Requisiti opzionali di occhiali e schermi.
    La protezione delle vie respiratorie: sistemi filtranti ed isolanti. Quando usare il respiratore filtrante. I respiratori filtranti non assistiti e assistiti. Efficacia dei respiratori filtranti per le sole polveri. Il Fattore di Protezione Nominale (FPN). Criteri di scelta del respiratore per le polveri: il Fattore di Protezione Richiesto (FPR). Il Fattore di Protezione Operativo (FPO). Livello minimo di protezione dei respiratori filtranti a seconda della concentrazione delle polveri. I respiratori di fuga. Riconoscimento dei filtri antigas. Classificazione dei filtri antigas in base alla capacità. FPN dei filtri antigas in funzione del TLV nell’ambiente di lavoro. I respiratori isolanti: autonomi e non autonomi. Respiratori isolanti a circuito aperto e a circuito chiuso. Criteri di scelta del respiratore isolante
MODULO 7
  • I Dispositivi di Protezione Collettiva
  • Le principali tipologie di cappe chimiche. I principi di funzionamento delle moderne cappe chimiche di contenimento. Confronto tra cappe chimiche, vantaggi e limiti di impiego. Le cappe biologiche, classificazione e grado di protezione. L’uso corretto delle cappe.
    Gli armadi di sicurezza per i diversi tipi di sostanze. Gli armadi per sostanze infiammabili. Gli armadi per le sostanze pericolose. I frigo da laboratorio
Scheda Tecnica
  • Durata: 6 ore
  • Formato: Video e Slide
  • Lingua: Italiano
  • CFU equivalenti: 1
Gianfranco Scano
Dott. Gianfranco Scano

Titoli accademici: Laurea in Chimica; Cultore della materia “Chimica Industriale”.
Esperienze professionali: Attività di ricerca su energie rinnovabili, biomasse e processi di pirolisi/gassificazione in collaborazione con ENI ed ENEL; Esperto in indagini ambientali per Procure; Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) presso l’Università di Sassari e il Policlinico Universitario.
Ruoli ricoperti: Presidente dell'Ordine dei Chimici di Sassari (2005-2009); Docente a contratto di “Prevenzione e protezione dei rischi lavorativi” presso il Corso di Laurea CTF di UNISS.
Certificazioni: Specialista HSE (Health, Safety and Environmental); Formatore qualificato sulla sicurezza nei luoghi di lavoro ai sensi del D.M. 06/03/2013.